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 Come scegliere tra PIP e FIP

polizza vita fondi pensione pip e fipL'inasprimento del mercato del lavoro e il varo di riforme pensionistiche sempre più penalizzanti nei confronti dei lavoratori, in particolare di quelli più giovani, ha determinato uno scenario in cui stipulare una polizza mediante in fondo pensione è divenuto, ormai, quasi un obbligo per chiunque acceda al mondo del lavoro e, soprattutto, per liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprenditori, categorie, queste ultime, particolarmente diffuse in grandi città come Roma.
Posta questa esigenza, occorre comprendere quali sono le peculiarità delle due più comuni forme di investimento che il contribuente comune si trova di fronte, ovvero dei Fondi integrativi pensionistici aperti (FIP) e dei Piani Individuali Pensionistici (PIP) e qual è la soluzione generalmente più conveniente.
Una prima, importante, differenza tra queste due forme di raccolta e accantonamento del capitale è la natura del soggetto che si occupa, appunto, di raccogliere i premi versati dai contraenti e di garantire, al momento del raggiungimento dei requisito anagrafico per la pensione, il trattamento previdenziale complementare.
Per quanto riguarda il primo caso si tratta di società di gestione del risparmio (SIM) che, in base alle specifiche del contratto sottoscritto, consentono di accedere a un singolo fondo di gestione o a più linee di investimento diverse. I piani individuali pensionistici posso, invece, essere considerati come una polizza vita a tutti gli effetti, che consente di ottenere una pensione complementare sottoscrivendo un contratto presso una compagnia assicurativa.

I vantaggi fiscali con i fondi pensione

Per capire quale delle due modalità di investimento può essere considerata la migliore per ottenere una pensione integrativa complementare è opportuno quali sono i singoli vantaggi che entrambe le tipologie offrono. Uno degli elementi principali da considerare sono i vantaggi fiscali, aspetto, questo, che rende i fondi pensione un prodotto particolarmente conveniente per molti contribuenti che possono associare alla possibilità di risparmiare denaro in vista della vecchiaia la possibilità di ottenere considerevoli sgravi fiscali.
Sia nel caso dei Fondi Integrativi Pensionistici che nel caso dei Piani Individuali Pensionistici ci troviamo, comunque, di fronte al medesimo genere di agevolazioni fiscali: i premi versati possono essere, infatti, dedotti dai redditi prodotti in un periodo d'imposta, fino a un massimo di euro 5.164,57. Questo elemento fa sì, però, che ci si trovi di fronte a un vantaggio diverso in base al differente scaglione IRPEF in cui rientra il contribuente. La deduzione fiscale determina, infatti, una riduzione della base imponibile sulla quale, poi, si calcola la tassazione dovuta all'erario: chi percepisce, quindi, redditi maggiori, otterrà un vantaggio fiscale, e quindi un risparmio sulle tasse dovute, maggiore rispetto a chi ha minori redditi.
A titolo di esempio è possibile considerare un contribuente che ha totalizzato un reddito di 14.000 euro in un determinato periodo d'imposta e che deduce la quota massima di 5.164,57 euro per il versamento dei premi di un PIP o di un FIP. Considerando che la sua aliquota fiscale è del 23% tale contribuente, senza la deduzione prevista per il fondo pensione, avrebbe pagato 3.220,00 euro di tasse mentre, con la stessa deduzione è tenuto a versare 2.032,14 euro. L'attivazione della polizza vita gli ha permesso, quindi, di risparmiare 1.187,86 euro.
Un secondo contribuente che, invece, totalizza in un periodo d'imposta redditi per 86.000 euro è soggetto a un'aliquota fiscale del 43%; in questo secondo caso le imposte ammonterebbero a 36.980,00 euro mentre grazie alla deduzione fiscale prevista per il versamento dei premi al fondo pensione sarebbero di 34.759,23 euro. In questo secondo caso il risparmio ottenuto grazie alla polizza sulla vita sarebbe di 2.220,77 euro.

I vantaggi dei FIP rispetto ai PIP

Se, però, i vantaggi fiscali per i FIP e per i PIP sono gli stessi, occorre chiedersi allora quali sono gli elementi che rendono una tipologia di polizza vita preferibile all'altra. In particolare i Fondi Integrativi Pensionistici, soprattutto quando si tratta di fondi aperti, devono essere considerati un investimento preferibile ai Piani Individuali di investimento, perché sono caratterizzati da costi di gestione minori e da vincoli meno stringenti per quanto riguarda i versamenti dei premi.
Nei FIP, infatti, è possibile versare in modo libero e discontinuo, in base alle proprie disponibilità economiche e alle proprie esigenze previdenziali; i PIP, invece, prevedono generalmente l'obbligo del versamento delle rate che possono avere periodicità diverse, in base alle specifiche del contratto sottoscritto.
I FIP, inoltre, sono generalmente caratterizzati da una flessibilità maggiore perché consentono al contraente di scegliere a quale tipo di gestione affidare i propri capitali, concedendogli la possibilità di modificare questa scelta nel tempo. Contraenti con un più elevato profilo di rischio potranno, quindi, preferire una linea di gestione a base azionaria mentre clienti meno esperti potranno orientarsi, su una più sicura linea di gestione obbligazionaria.